Sono circa 75 mila gli studenti italiani che, ogni anno, scelgono di lasciare il proprio Paese d’origine per vivere un’esperienza di studio e di formazione all’estero. Quelle che andrebbero ricordate come esperienze uniche e indimenticabili, oggi portano con sé le preoccupazioni, i cambi di programmi e i rimpatri dovuti all’emergenza sanitaria mondiale, scombussolando i piani e gli umori degli studenti. Abbiamo intervistato quattro studenti valsusini, protagonisti di questa fase difficile di chiusura di confini, voli cancellati e situazioni emergenziali sottovalutate dai Paesi ospitanti. Chi con il programma Erasmus+ e chi per stage, Christian, Giulia, Pietro e Martina sono partiti all’estero con degli obiettivi chiari che oggi vanno ridiscussi, riorganizzati e riadattati alla situazione. Conosciamoli.
Christian Masotti, studente di Culture e Letterature del mondo moderno, ha concluso il suo Erasmus a fine febbraio, dopo aver trascorso sei mesi a Malaga, in Spagna. A febbraio la situazione in Italia era già instabile e complicata, mentre in Spagna il clima emergenziale è stato a lungo sottovalutato. 

In foto, Christian Masotti

Giulia Dipietro è al secondo anno della facoltà Scienze dell’Educazione e da settembre sta svolgendo il Servizio Volontario Europeo, che rientra da qualche tempo all’interno del programma Erasmus+. Giulia è stata presa per un progetto di educazione non formale a Santiago de Compostela, in Spagna, che sarebbe dovuto durare un anno. 

In foto, Giulia Dipietro

Pietro Crosasso, studente di Scienze Motorie e Sportive, è tornato pochi giorni fa dalla sua esperienza Erasmus trascorsa a Valencia, dove sarebbe dovuto rimanere fino al 10 luglio per poi laurearsi una volta rientrato in Italia. 

In foto, Pietro Crosasso

Martina Maritano, 21enne residente a Sant’Ambrogio, ci scrive da Lisbona, in Portogallo, dove si trova ancora oggi per svolgere uno stage di Interaction & Visual design finanziato dalla Regione Piemonte

In foto, Martina Maritano

Interviste complete su La Valsusa di giovedì 9 aprile.
Ilaria Genovese

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