Inauguriamo questa settimana il ciclo di interviste a persone (stra)ordinarie. Ogni mese incontreremo persone delle nostre valli, gente straordinaria che vive la vita ordinaria di tutti. Dando libero sfogo alla curiosità, alla pura curiosità. Non morbosa, ma attenta agli altri. A quello che hanno da dirci, alle varie esperienze. Questo saranno le interviste (stra)ordinarie: uno sguardo nelle vite degli altri, quelle che i quotidiani e le riviste di solito non raccontano.

Di lei ho un ricordo preciso, nitido, stampato nella mente. Tardi anni Settanta, convento dei frati a Bardonecchia.

Un’uscita scout di zona, per i più grandi del reparto, dedicata al tema della catechesi. Sulla scala che porta ai piani superiori c’è una bella ragazza, dai capelli corti, che invita gli scout a salire e a dividersi per gruppi. E’ in divisa e porta il fazzoletto del gruppo di Sant’Ambrogio. E’ la caporeparto, suppongo. Si chiama Luciana Lussiatti.

È la stessa ragazza che adesso, anche se sono passati più di quarant’anni da quella volta, con i capelli sempre corti ma un po’ più grigi, mi accoglie sulla porta di Villa San Tommaso, una struttura tra Avigliana e Buttigliera che funge da infermeria e anche da sede, in Valle di Susa, delle suore della Società del Sacro Cuore di Gesù, una congregazione fondata in Francia nel 1800 da Santa Maddalena Sofia Barat.

E Luciana è appunto un medico, ma ora si chiama anche suor Luciana.

Servizio su La Valsusa del 23 gennaio.

Giorgio Brezzo

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