Finalmente, dopo circa un anno di preparazione, dodici mesi conditi soprattutto dagli inevitabili adempimenti ed intoppi di ordine burocratico, è partito un rilevante intervento che ha come obiettivo il recupero ambientale, agricolo e paesaggistico che riguarda direttamente i terreni intorno al complesso monastici di San Saturnino, un posto davvero magnifico, non solo per il verde ma anche perché ricco di storia.
Così, venerdì 29 maggio, in un’area costituita da 1,5 ettari, sono state messe a dimora qualcosa come circa 5mila barbatelle di vite, qualità Gamay e Avanà, vitigni caratteristici del territorio valsusino.
Servizio su La Valsusa del 4 giugno.















