In città si sta parlando molto di un “caso sanitario” che vedrebbe protagonista il dottor Antonello La Brocca, primario di Medicina all’ospedale di corso Inghilterra.

Il dirigente medico, dopo oltre due mesi di battaglia contro il coronavirus, avrebbe scritto una lettera indirizzata alla Regione Piemonte ed ai vertici dell’Asl To3, evidenziando la situazione molto complessa in cui lui e la sua squadra di operatori sanitarti si sarebbero trovati a lavorare durante il lungo periodo dell’emergenza sanitaria.

Che cosa avrebbe fatto presente all’azienda sanitaria il dottor La Brocca? Alcuni di questi aspetti il medico li aveva già espressi in una delle dirette organizzate dal sindaco di Susa durante uno dei momenti più critici, alla metà del mese di aprile.

Nel mirino di La Brocca, in quel frangente, soprattutto la mancanza di personale nel pieno dell’emergenza, ed anche la penuria, o l’assenza completa di materiali e dispositivi di sicurezza.

A colloquio in diretta facebook con il sindaco e l’assessore Giorgio Montabone, Antonello La Brocca aveva detto: “Abbiamo operato in condizioni di isorisorse, cioè con lo stesso personale grazie al quale abbiamo gestito le attività del reparto di medicina acuti già prima dell’esplosione del coronavirus, parlando naturalmente sia dei medici che degli infermieri a disposizione. Posso pertanto affermare che, per la nostra equipe di medicina, l’emergenza covid si è inserita in una situazione di emergenza che possiamo definire ormai cronica. Senza contare che, negli ultimi anni, parlando in modo specifico del personale medico, abbiamo assistito ad una progressiva riduzione dell’organico, che ha ormai raggiunto livelli di guardia piuttosto critici”.

Servizio su La Valsusa del 4 giugno.

Giorgio Brezzo

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