Capovolgendo il significato di un famoso detto, è la divisione a fare la forza. Infatti, sono ormai trentotto edizioni del Torneo Storico dei Borghi che la città di Adelaide, frazionandosi in sei contrade, ha cominciato ad alzare la voce a livello di attrazione turistica utilizzando una manifestazione che, nata un po’ per gioco (scaturì dalle fertili menti di tre esponenti della Pro Susa dei tardi anni ottanta: Marco Scoffone, Aldo Cappuccio e Paolo Sibille), è divenuta nel tempo un appuntamento fisso, molto attesto e capace ancora di calamitare i segusini verso il famoso catino romano, in giornate sempre più roventi.
Il Torneo, passato il grande entusiasmo iniziale, ha saputo reagire ai momenti di crisi, non lasciando posare sugli oltre 500 costumi medievali dei figuranti, sempre bellissimi, la polvere dell’abitudine.
La manifestazione è riuscita anche nell’intento di tramandare se stessa già di un paio di generazioni, visto che quei bambini che nei primi anni del palio sfilavano mano nella mano con papà e mamma, tutti sempre con addosso i colori dei borghi, sono ormai diventati genitori anch’essi.
Ampio servizio su La Valsusa del 16 luglio.
















