SUSA- “Degio”, Silvano Degiovanni, alla fine ce l’ha fatta.

Dopo alcune giornate funestate dal maltempo, nella mattinata di mercoledì 28 agosto, lo scalatore cuneese (è infatti originario della Val Maira), esperto di trekking a dorso di mulo, con partenza all’alba, accompagnato dalla sua fedele compagna, la mula Pioggia, ha lasciato la città di Adelaide con l’obiettivo di conquistare la vetta del Rocciamelone, la montagna sacra dei valsusini.

La scalata dell’uomo e della su mula è coincisa proprio con l’anniversario della posa della famosa statua in bronzo della Madonna delle nevi, avvenuta esattamente 120 anni fa. L’originale viaggiatore di San Damiano Macra non è certamente nuovo a queste imprese: dall’inizio dell’estate, infatti, è stati impegnato in un avventuroso giro, tutto rigorosamente in compagnia di Pioggia, attraverso il quale è riuscito a scalare circa una ventina di cime della Provincia Granda, sempre al di sopra dei tremila metri, senza contare quelle conquistate in questo ultimo spicchio d’estate, tutte situate nelle catene montuose in provincia di Torino.

Venerdì 23 agosto era infine arrivato a Susa con l’intento di salire sul Rocciamelone, a quota 3538. In città, accolto ed ospitato da Ascom e Ana, Degiovanni h aspettato il momento con il meteo propizio per tentare l’avventura. E questo giorno ideale è stato il 28.

Ma nei giorni precedenti, aspettando di scalare il “Roccia”,  “Degio” è arrivato sulla vetta dello Chaberton, dove ha passato la notte tra le rovine della fortificazione militare, e poi il monte Thabor, vicino al confine italofrancese, trascorrendo infine la notte di domenica al riparo del rifugio Scarfiotti.

Alla fine di tutte queste peripezie, Degio ci ha telefonato proprio ad impresa compiuta, nella serata di mercoledì 28: “Sono arrivato in cima, mentre Pioggia ha atteso il mio ritorno alla Croce di Ferro. Era troppo pericoloso, per lei, l’ultimo tratto. Che bello scoprire che la mia scalata coincideva perfettamente con l’anniversario della posa della statua di Maria in vetta, 120 anni fa”. Questa la prima dichiarazione dell’esploratore cuneese.

© Riproduzione riservata