Con il popolo di Dio ridotto a una trentina di unità, ma si era anche di giorno feriale, lunedì 18 maggio, alle 18, si è ritornati a celebrare la messa nella Cattedrale di San Giusto a Susa, aprendo la chiesa ai fedeli, dopo oltre due mesi di blocco totale a causa del coronavirus.

Dopo la funzione mattutina delle 7.30, con un ristretto numero di partecipanti, nel tardo pomeriggio il parroco, don Ettore De Faveri, che ha celebrato insieme a don Fiorentino Vair, ha accolto la gente spiegando l’importanza del rispetto delle regole, soprattutto della distanza sociale, a supporto della quale sono stati anche appiccicati sul pavimento alcuni piccoli adesivi azzurri rotondi.

All’entrata, dopo la statua della Madonna del Rocciamelone, aveva trovato spazio anche un banchetto con una cassetta per le offerte ed una boccetta di liquido igienizzante. Tutti i fedeli intervenuti, per la maggioranza donne, indossavano scrupolosamente la mascherina e qualcuno anche i guanti.

Dopo le prime cinque file di banchi, un nastro biancorosso chiudeva l’accesso. Niente contatti, niente scambio del segno di pace; per la comunione, tutti rigorosamente in fila indiana ad un metro di distanza.

Servizio su La Valsusa del 21 maggio.

Giorgio Brezzo

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