Giovedì 15 la prima professione di suor Silvia e suor Ramona e poi canti e preghiere con un coro gospel. Venerdì 16 una splendida riflessione dell’arcivescovo Boccardo, postulatore  della causa di canonizzazione,  sugli impegni  battesimali . Infine sabato 17 i ragazzi  di dieci oratori sulle tracce del Rosaz, con la messa del Vescovo nella cappella del’Immacolata e per finire alla grabnde : “Forza venite gente” , messo in  scena  dalla compagni  condovese dei “P0-lentoni”.

Nella cappella di Maria Immacolata, presso il Centro “Beato Rosaz”, tanti fedeli e amici della famiglia religiosa delle Suore Francescane Missionarie di Susa, ha gioito con le novizie Silvia Leonardi e Ramona Giordanino, che hanno celebrato la prima professione temporanea, diventando Suor Silvia e Suor Ramona. Di fronte ai loro familiari e amici hanno posto i voti di castità, povertà e obbedienza, nelle mani della Madre Generale, Suor Nives Melis e davanti alla Chiesa, rappresentata dal celebrante, don Antonello Taccori e dai concelebranti, don Hervé Mora e frate Pierangelo, cappuccino custode del convento di Tortona, sede del noviziato dei frati cappuccini. La professione temporanea viene rinnovata prima di confermare la scelta vocazionale con la professione perpetua. Un periodo di discernimento, formazione, preghiera e servizio, affinché la scelta di consacrarsi a Dio, in Cristo, sia matura e convinta. E questo primo “sì” ha impresso sui volti di Suor Silvia e Suor Ramona una gioia che traspariva nei loro sguardi e che ha contagiato tutta l’assemblea che ha pregato con e per loro. Con questo gesto profondo e toccante è iniziata la tre giorni di celebrazioni che le Suore Francescane Missionarie di Susa hanno organizzato per ricordare l’anniversario della nascita e del Battesimo del Padre Fondatore, nonché il 140° dell’elevazione a Vescovo di Susa. La giornata di giovedì si è conclusa con un momento di gioia, canto e preghiera animata dal Coro Gospel “Angel’s Dream” che ha alternato brani e inni a riflessioni del Beato Rosaz: una serata partecipata e coinvolgente.

Mons. Boccardo

Nell’ambito della Festa del Beato Rosaz 2018, grande partecipazione e interesse ha destato l’intervento di Mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e Postulatore della Causa di Canonizzazione del Beato Rosaz, che si è tenuto presso il Salone del “Centro Beato Rosaz”. Una riflessione sulla consacrazione battesimale, propria di tutti i battezzati, non solo di coloro che vivono una speciale consacrazione. Rileggendo ed attualizzando alcuni scritti del Beato Rosaz, Mons. Boccardo ha tracciato un identikit del cristiano, la sua risposta al dono ricevuto e la sua vocazione nel mondo. Il cristiano riceve un dono ed è chiamato a viverlo nella vita quotidiana. Mons. Boccardo ha sottolineato come la santità di vita del Rosaz non sia una cosa eccezionale, ma alla portata di tutti, proprio in virtù del battesimo che inserisce i credenti nel piano di salvezza di Dio. L’Arcivescovo è riuscito ad attualizzare le parole del Beato Rosaz, rileggendo durante la relazione le sue lettere pastorali e le regole scritte nell’Ottocento, ma che hanno da dire molto ancora oggi. Dopo la relazione il folto uditorio, guidato dal presule, ha rinnovato le proprie promesse battesimali, con l’invito di mons. Boccardo ad uscire per le strade e vivere fino in fondo la bella e gioiosa avventura della vocazione cristiana.

Gli oratori della Valle

Sabato pomeriggio, nonostante il tempo e qualche goccia di pioggia, i circa ottanta ragazzi provenienti da diversi oratori della Valle non si sono persi d’animo e hanno partecipato con i loro educatori e animatori ai giochi preparati per loro dagli animatori dell’Oratorio San Giusto di Susa, in collaborazione con le novizie e le neo-professe Suore Francescane Missionarie di Susa. Un pomeriggio che avrebbe dovuto svolgersi tra le vie di Susa ma che, grazie all’ospitalità di Don Ettore De Faveri, ha avuto luogo all’interno dei locali dell’oratorio, per evitare che i ragazzi prendessero freddo. Attraverso un gioco a tappe i ragazzi hanno scoperto poco a poco la figura del Rosaz, su quattro parole chiave che lo rappresentano bene: padre, pellegrino, pastore, povero. Ogni tappa iniziava con alcuni cenni sulla figura del Beato a cura delle novizie e delle suore e poi via al gioco. I bambini si sono spostati da una tappa all’altra, in una corsa contro il tempo, ansiosi di passare al gioco successivo. Erano tanti e venivano da Oulx, Susa, Bussoleno, Villar Focchiardo, Sant’Antonino, Vaie, Condove, Chiusa San Michele, Villar Dora e Almese. Gli animatori hanno seguito i ragazzi, mentre altri hanno pensato all’animazione della Messa che ha concluso il pomeriggio. Presso la Cappella di Maria Immacolata, Mons. Vescovo ha celebrato la Santa Messa, sottolineando nella sua omelia che la santità del Rosaz “è iniziata già in giovane età, quando era grande come voi!”. Ha invitato quindi i ragazzi ad essere santi “cercando di fare felici gli altri”. Un impegno profondo ma possibile con la preghiera e le buone azioni. Dopo la Messa i ragazzi hanno fatto merenda tutti insieme prima di ritornare ai loro paesi. Una giornata bella, che ha soddisfatto le Suore, come ha detto Suor Nives Melis: “Siamo felici che siate così tanti e che abbiate passato questa giornata con noi. Andate a casa e portate l’immagine del Padre nelle vostre comunità. Questa giornata ci spinge a portare il suo carisma ancora per le nostre strade e nella nostra Valle”.

“Forza Venite Gente”

Il Teatro Rosaz si è riempito sabato sera per vedere lo spettacolo “Forza Venite Gente”, messo in scena dalla compagnia condovese i “Po-lentoni”. Il musical è stato molto apprezzato, per la bravura degli attori della compagnia che hanno saputo fare affacciare la platea sulle strade di Assisi, seguendo le vicende di San Francesco e gli inizi della sua vocazione. Un successo apprezzato dal pubblico che ha applaudito gli attori e soprattutto un modo di conoscere il Santo che ispirò fin nel profondo il Beato Rosaz. A conclusione della serata Suor Nives Melis, oltre a complimentarsi con la compagnia per il bello spettacolo, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle iniziative per la Festa del Beato Rosaz 2018. Una festa che è stata seguita e vissuta in ogni momento, con partecipazione e affetto verso il Beato. Un affetto che ha stupito le stesse Suore, pronte ad organizzare nuove iniziative per il futuro, perché ciò che il Rosaz ha da proporre a questa Valle e alla Chiesa è ancora molto. Da lassù, il Beato avrà guardato con favore il suo popolo diocesano che ha voluto dire il suo: “Buon Compleanno, Edoardo!”

Andrea Andolfatto

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