Un pianto liberatorio strette in un abbraccio: questa l’immagine più eloquente di una vicenda che per dieci anni ha tenuto banco nelle aule di tribunale.

Una vicenda pesante, di quelle di cui non si vorrebbe mai scrivere e che purtroppo sono invece sempre di stretta attualità: un caso di stupro.

In quell’abbraccio di mercoledì 20 ottobre al Palazzo di Giustizia di Torino si sono ritrovate “Stella” (nome di fantasia della protagonista della vicenda) ed il suo avvocato, la bruzolese Virginia Iorio.

Ed è proprio l’avvocato Iorio che ci racconta questa incredibile storia: “Questa vicenda per come si è sviluppata ci insegna due cose: sicuramente a denunciare sempre episodi di violenza e poi ci insegna ad avere fiducia nella giustizia, che alla fine trionfa. Ci sono voluti 10 anni, ma alla fine la condanna è arrivata, il R. è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere. Ce l’abbiamo fatta anche quando sembrava fosse impossibile”.

L’avvocato Iorio ci riassume la vicenda che si è perpetuata nell’ambiente della Croce Rossa Italiana, che ovviamente come associazione è del tutto estranea al procedimento: “I fatti risalgono al periodo che va dalla primavera del 2010 al 12 novembre 2011, data questa certa in quanto il violentatore viene arrestato in flagranza di reato. Stella all’epoca era una giovane lavoratrice interinale in Croce Rossa ed il suo aggressore era un suo superiore, responsabile dei turni dei servizi operativi dei volontari e Commissario del Gruppo VdS. Gli episodi di stupro avvennero ripetutamente in servizio negli ospedali Gradenigo e Mauriziano”.

Articolo completo su La Valsusa del 28 ottobre.

Luca Giai

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