Un tempo, nella borgata di Traduerivi, in occasione della festa del 3 maggio, si era soliti dare vita ad una processione che aveva come punto di riferimento un pilone votivo.

Da lì poi si procedeva alla benedizione dei campi. Era una manifestazione di fede popolare che negli anni successivi, causa anche varie difficoltà ad accedere ai terreni circostanti, sarebbe andata perdendosi fino a scomparire del tutto.

E così anche il pilone, non più frequentato e perciò curato, era caduto in uno stato di abbandono e si avvicinava pericolosamente al crollo.

Così, a ottobre del 2020, Gianluca Orsola, capoborgo dei blu di Traduerivi, ha deciso d’intervenire.

Articolo completo su La Valsusa del 1° luglio.

Giorgio Brezzo

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