Attenzione, perché il problema non è il San Giacomo…E’ l’epidemia!”.

Questo il semplice e secco commento di alcuni operatori, che preferiscono restare del tutto anonimi, vicini alla direttrice della Residenza Sanitaria Assistenziale “San Giacomo”, Graziella Muscatello.

Parliamo con loro dopo che, nella giornata di lunedì 26 ottobre, sono stati resi pubblici i dati relativi al numero di persone positive al covid-19 che erano ricoverate nella struttura di via Cascina Vazone 7, a Susa, che dispone di 190 posti letto.

La “San Giacomo” si era distinta, durante la prima emergenza covid, per aver attuato, ancora prima dei primi dpcm, protocolli rigidissimi che avevano sbarrato letteralmente le porte al contagio, oltre che a tutti i parenti e visitatori, registrando, nel contempo, proteste a volte anche giustificate, e in certi casi, durissime, da parte di chi non poteva andare a trovare i propri anziani.

Alla fine, comunque, i contagi si erano fermati a zero. “Non abbiamo mai mollato i nostri protocolli– dicono le voci del San Giacomo- anche dopo la fine del lockdown”.

E adesso, quindi, cos’è successo? “Difficile a dirsi. Ma crediamo che questo virus possa filtrare attraverso le tute…”.

Quanti sono i contagiati, al momento? “Non possiamo assolutamente fornire numeri. Ma possiamo affermare che si tratta di alcune decine di ospiti, molti asintomatici”.

In effetti, a seguito dei tamponi effettuati dall’Asl nel fine settimana, il numero dei positivi corrisponde a 81 anziani e a 25 operatori.

In questo momento, le persone che sono risultate positive non presentano sintomi e sono monitorati con attenzione dal personale sanitario presente sia nella struttura che dagli operatori dell’Asl To3.

Appena si sono riscontrati i primi casi, i responsabili della San Giacomo hanno informato immediatamente l’Asl, il Comune e l’Unità di Crisi della Regione, mentre venivano garantite agli ospiti tutte le cure necessarie, e veniva attuata, di concerto con l’Azienda sanitaria, ogni misura prevista dai protocolli specifici.

Si è parlato di tre casi di persone positive ricoverate in ospedale: “Due di loro – aggiungono gli operatori della San Giacomo- sono stati già dimessi, ed ora sono ospiti di una struttura di Collegno…L’altra persona è ancora a Rivoli, ma sta per essere trasferita in un’altra struttura simile. Sappiamo, comunque, che stanno tutti bene”.

Ampio servizio su La Valsusa del 29 ottobre.

Giorgio Brezzo

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