Bassa Valle

Susa, non è una trivella ma un piezometro e serve per monitorare le falde d’acqua

Levata di scudi nelle ultime ore per un presunto ‘allarme trivella’ a San Giuliano, frazione di Susa, nelle vicinanze della Casa di Riposo Villa San Giacomo. A lanciare l’allarme i siti e i profili social degli oppositori alla Torino-Lione: “Anche questa mattina la Valle si è svegliata con la notizia che la trivella é tornata in azione a Susa. Dopo aver smontato in fretta e furia le trivelle negli ultimi due giorni, la controparte ha deciso di provarci al mattino presto quando le persone vanno a lavorare. Evidentemente il monitoraggio del popolo No Tav sul proprio territorio dà fastidio”.

Da Telt intanto si precisa che non di trivella si tratta ma di piezometro. Al di là del corretto uso dei termini, la Società incaricata di realizzare la tratta internazionale della linea ferroviaria precisa che è in corso “il monitoraggio ambientale Ante Operam (precedente all’avvio dei lavori) nella Piana di Susa, in modo da avere un quadro completo della situazione ambientale di area vasta prima dell’avvio delle attività. II Piano di Monitoraggio Ambientale, previsto dalla normativa italiana a tutela delle aree in cui insistono dei cantieri – fa sapere Telt – prevede l’analisi di dieci componenti ambientali prima durante e dopo i cantieri”. Tutto questo attraverso “una rete di piezometri che permette il costante controllo delle acque sotterranee nell’area per l’intera durata del Piano di Monitoraggio ambientale”.

Ma che cosa è un piezometro? Si tratta di un piccolo pozzo, di circa 10 cm di diametro, che consente di misurare la profondità della falda e prelevare campioni di acqua per monitorarne la qualità. I punti individuati per posizionare i piezometri sono stati condivisi e approvati dagli enti di controllo e tutti i proprietari dei terreni, sia pubblici che privati, sono stati regolarmente avvisati.
Gli enti di controllo (come Arpa Piemonte) hanno accesso a tutti i dati in tempo reale. Tutte queste informazioni ambientali restano poi a disposizione del territorio diventando così patrimonio comune, integrando e aumentando la conoscenza a disposizione degli Enti locali. Gli ultimi dati disponibili di questo genere infatti, hanno oltre 20 anni e non permettono di avere una fotografia realistica dello stato delle acque nel sottosuolo”.

I piezometri spiegati da un video

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