C’è chi passeggia davanti al Centro Beato Rosaz tutti i giorni a partire dalla mattina, in attesa di un pasto caldo all’ora di pranzo.

C’è chi viene a prendere il sacchetto per sé, chi per sé e per qualcun altro di più fragile, che in questo periodo è meglio non far uscire di casa.

C’è ancora chi si presenta davanti alla porta del Centro tutti i giorni, chi viene occasionalmente, chi porta un amico.

Si sa: è sempreverde il motto “Aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più“, seppur con tanti limiti e differenze rispetto a un anno fa.

La tavola di Tavola Amica, simbolo di convivialità e collettività, ma anche di un rifugio caldo dove passare qualche ora, da mesi a questa parte è vuota, come vuote sono le sedie che la circondano. Lo spazio è troppo piccolo per far rispettare il giusto distanziamento e per tutelare la sicurezza di tutti, degli ospiti, delle sorelle e dei volontari Caritas.

Servizio su La Valsusa del 10 dicembre.

Ilaria Genovese

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