Bassa Valle

Susa, Venaus. L’ultima provocazione No Tav

Nella mattina di domenica 2 agosto, dopo quattro giorni di “non campeggio” a Venaus, una cinquantina di attivisti No Tav, che si erano accampati in un prato privato nei pressi del presidio di Venaus (senza utilizzare le tende, proibite dell’ordinanza del prefetto di Torino, ma dormendo sotto una grande bandiera della Palestina), hanno bloccato la strada tra Venaus e Susa inscenando una protesta a suon di musica, mettendosi anche a ballare sulle note di “mueve la colita”, dedicando il tutto al prefetto.

Le forze di polizia hanno nel frattempo bloccato i bivi per Mompantero e Susa, con uomini e mezzi sotto il viadotto dell’A32. Nei giorni precedenti gli attivisti avevano organizzato incontri, dibattiti e proiezioni, sempre a Venaus, su vari temi.

In questi ultimi giorni, sui quotidiani e sui canali social, è inoltre esplosa la polemica legata al fatto che la protesta No Tav, gli scontri di sabato 25 e le ultime vicende riguardanti il campeggio, terrebbero lontani dalla Valle i turisti che, in molti casi, avrebbero anche già disdetto le prenotazioni negli alberghi.

Attivisti e simpatizzanti No Tav hanno ribattuto: forse che i vari cantieri attirano il turismo? Comunque, la discussione resta aperta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.