Dovevano essere 20 mila, poi son diventate 30 mila per salire a 35 mila, forse 40 mila. Sono le “sardine”  che ieri sera – martedì 10 – hanno trasformato una delle piazze più belle d’Italia, piazza Castello a Torino, in un bel mare di democrazia. Un gigantesco “banco” di sardine che, al suo interno, conteneva anche molti valsusini; qualche politico, molta gente comune, tanti giovani che vogliono vivere in un Paese che non neghi la diversità delle opinioni politiche ma le valorizzi; giovani che dicono basta alle campagne d’odio sfruttate per un pugno di voti; che non ne possono più del clima di paura instaurato da politici irresponsabili.

Una piazza capace di dire No. No ai rigurgiti fascisti e no al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza. Ma che dice tanti sì: alla cultura (ogni manifestante aveva con sè un libro), alla politica sana che costruisce e non pensa solo al consenso.

Forse una piazza con qualche ingenuità, ma proprio per questo fresca, giovane e promettente.

© Riproduzione riservata