Di Maio accelera per fermare la Torino-Lione, si pronuncia contro il via libera ai bandi da parte di Telt previsto lunedì mattina e la crisi di governo (che per la prima volta nella storia avrebbe il suo epicentro in Valle di Susa) è più vicina.

“Non c’é  stata una volontà ideologica, non siamo contro le infrastrutture, il trasporto su rotaia o
l’Alta velocita’”. Lo ha detto il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, oggi pomeriggio in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ce l’hanno spiegato i tecnici: l’opera non sta in piedi, non é produttiva per il Paese”, ha osservato Di Maio.
Siamo consapevoli che ci sono degli impegni, delle leggi. Ma lunedì non si possono vincolare i soldi degli
italiani ad una opera che si deve ridiscutere integralmente. Se stiamo parlando dei soldi degli italiani, prima vai a ridiscutere l’opera e poi decidi cosa vai a farne dei soldi”.
“I tecnici sono al lavoro per fare in modo che non si impegnino soldi degli italiani e su questo sono
i tecnici a dover parlare. Telt é una società italo-francese in cui vige il diritto francese e per questa
ragione ho chiesto al presidente del Consiglio di adoperarsi. Palazzo Chigi ha gli strumenti per riuscire ad avviare tutto quello che é nel contratto di governo per la Tav”.

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