L’incontro di mercoledì mattina 5 dicembre  del Governo con 33 associazioni piemontesi imprenditoriali e sindacali favorevoli alla Torino-Lione ha prodotto un solo risultato: la commissione di valutazione costi/benefici sulla Tav sarà integrata da un rappresentante delle parti favorevoli all’opera e da uno dei quelle contrarie. Imprese e sindacati però hanno chiesto al governo di concludere l’analisi preliminare entro questo mese.
L’opera è fortemente osteggiata dal Movimento 5 Stelle ma incontra il favore dell’altro partito di governo, la Lega, che non ha partecipato al tavolo.

In una nota, il premier Giuseppe Conte, il vice Luigi Di Maio, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e la viceministra dell’Economia Laura Castelli hanno definito l’incontro “lungo e proficuo”, ma gli imprenditori non sono soddisfatti e temono che il governo non voglia prendere una decisione definitiva prima delle elezioni europee di maggio.

Rimane il fatto che i partiti di Governo sono divisi sulla Torino-Lione.
La questione Tav è tornata al centro del dibattito dopo l’affollata manifestazione organizzata lunedì pomeriggio dagli industriali a Torino nelle OGR a sostegno delle politiche di investimento pubbliche e della ferrovia,

“Noi vorremmo evitare che la Lega non volesse dire di sì e i Cinque stelle non volessero dire di no, che fosse una scusa per allungare. Pensiamo che sia solo un problema politico”, ha riferito al termine dell’incontro Giuseppe Provvisiero, presidente dell’Ance Piemonte, associazione che riunisce le imprese edili.
Una fonte del ministero delle Infrastrutture conferma che l’obiettivo è quello di arrivare a una prima valutazione a dicembre. Non ci sono invece certezze sui tempi per quella definitiva.

Da parte sua, il governo assicura che “è in atto un’analisi tecnica costi-benefici, puntuale e non ideologizzata, e che al termine di questa istruttoria si tireranno le fila”.

Gli imprenditori e i sindacati hanno ricevuto garanzie sul fatto che la vicenda si concluderà prima del voto europeo, ma si sono detti disposti a rinunciare al loro rappresentante nella commissione se la procedura di nomina rischiasse di allungare i tempi. Nella nota del governo non si fa accenno ai tempi precisi della decisione.

Bandi di gara bloccati o dilazionati

È di martedì l’annuncio della firma di una lettera congiunta di Italia e Francia per chiedere a Telt, società responsabile dell’opera, di pubblicare dopo la fine del 2018 i tre bandi per lo scavo del tunnel di base.

“Il fatto che si sia firmata questa lettera con la Francia sembra un passare la palla, condividere la dilazione, e questo non è positivo”, dice il presidente dell’Unione industriali Torino Dario Gallina, secondo cui, ci sono bandi di gara per “3,5 miliardi di euro da far partire”.

Chiamparino: “Governo deludente, rinvia tutto di un anno”

“Da quello che ho letto, l’esito dell’incontro romano è assai deludente: si conferma quanto ho già
detto ieri. Il governo sta allungando il brodo per scavallare, senza prendere decisioni, le elezioni europee, in modo da spostare tra un anno”. Così il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, commenta l’incontro di oggi, mercoledì 5 dicembre, a Palazzo Chigi tra governo e categorie economiche torinesi e piemontesi sulla Torino-Lione.
“E’ una scelta inaccettabile perché mette a rischio i fondi europei, blocca investimenti in essere che potrebbero creare ulteriore occupazione e pregiudica seriamente la realizzazione di un’opera che è essenziale per il miglioramento del sistema infrastrutturale piemontese, italiano ed europeo”.

Il documento delle forze economiche e sociali: “L’atteggiamento del Governo va contro gli interessi del mondo del lavoro”

“L’incontro che si è svolto  a Palazzo Chigi con i 13 delegati delle 33 Associazioni che rappresentano il sistema dell’economia di Torino e del Piemonte in tutti i suoi molteplici aspetti (lavoro, industria, artigianato, commercio, agricoltura, servizi, cooperazione, professioni, turismo, costruzioni), ha dimostrato l’ulteriore volontà del Governo di dilazionare il proseguimento dei lavori relativi alla realizzazione della TAV Torino Lione. Si tratta di un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro”. Così i delegati delle Associazioni hanno commentato l’esito della riunione che si è svolta in Sala Verde di Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Danilo Toninelli e il Viceministro all’Economia Laura Castelli.

Spiegano ancora le Associazioni: “Nonostante le assicurazioni date dal Governo, non è stata data alcuna indicazione precisa circa i tempi di chiusura della analisi costi-benefici sull’opera, alla quale comunque potrà partecipare un tecnico per conto delle Associazioni stesse. A questo proposito, le Associazioni hanno sottolineato che sono fermi 3,5 miliardi di appalti e il concreto rischio di perdere ogni mese una quota parte del cofinanziamento europeo all’opera”.

“Temiamo – spiegano ancora le Associazioni -, che non solo vi sia una volontà di allungare i tempi di ripartenza degli appalti, ma che si voglia arrivare fino alle elezioni europee del prossimo anno. Si tratta di un orizzonte inaccettabile per un’opera che ha già superato innumerevoli analisi e verifiche e che serve per collegare non solo Torino, ma l’Italia al resto delle reti di comunicazione europee”.

Le Associazioni richiamano quindi l’attenzione dei decisori pubblici su alcuni aspetti:

  • quelle espresse oggi non sono solo opinioni e, come tali, discutibili, ma sono soprattutto ben precise ed impellenti necessità di livello nazionale di trasporto e logistiche delle imprese;
  • i tempi sono, in tal senso, fondamentali. Il nostro deficit infrastrutturale pesa sui conti e ci rende meno competitivi sui mercati internazionali, il che significa meno export e quindi meno posti di lavoro.

Le Associazioni paventano il rischio che tutto questo temporeggiare sia solo strumentale, finalizzato a non decidere e a non fare.

Se così fosse, non va trascurato il fatto che il tracciato del Corridoio Mediterraneo possa scorrere a Nord delle Alpi, per realizzare la connessione – fondamentale negli scambi globali fra Oriente e Occidente – con la Via della Seta.

Se ciò accadesse, questo Governo dovrebbe assumersi la responsabilità – gravissima – di aver escluso l’Italia e le sue future generazioni dal principale asse di sviluppo economico e di integrazione sociale.

A questo punto, le Associazioni continueranno unite e coese nella loro azione per arrivare in tempi brevi alla ripresa dei cantieri, in difesa delle 326.000 imprese e dei 1,3 milioni di lavoratori che rappresentano.

API Torino, CONFAPI Piemonte, Unione Industriale Torino, AMMA, Federmeccanica, Confindustria Piemonte, CNA Torino, CNA Piemonte, Confartigianato Torino, Ascom Torino, Confcommercio Piemonte, Confesercenti Torino, Confagricoltura Piemonte, Cia, ANCE Torino, ANCE Piemonte, Collegio Edile Confapi Torino, Federalberghi Torino, Federalberghi Piemonte, CDO Piemonte, Legacoop Piemonte, Confcooperative Torino/Piemonte Nord, Giovani di Yes4To, Consulta degli Ordini e Collegi Professionali Torino, Unioncamere Piemonte, Ordine degli Architetti di Torino, Ordine Commercialisti Torino, Fim Cisl Torino, Fismic, Fillea Cgil Torino, Fillea Cgil Piemonte, Filca Cisl Torino, Feneal Uil Piemonte

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