Un’altra onda arancione per dire Si alla Tav Torino-Lione, sabato 6 aprile, è tornata per la quarta volta in piazza a Torino. In prima linea ancora loro le tanto amate (o odiate a seconda dei casi) “madamin” che questa volta hanno “perso” qualche pezzo politico (la Lega e Forza Italia) ma che sono riuscite a mettere insieme il mondo del lavoro, dai sindacati degli edili della Cgil alla Cisl fino al mondo imprenditoriale.

Non è stato un sit in ma un vero e proprio corteo partito da piazza Vittorio e diretto in piazza Castello: 12 mila i manifestanti per la Questura, 20 mila secondo gli organizzatori.

In piazza Castello, sul palco gli interventidi due studenti, un’imprenditrice e di Vincenzo Russo, ex lavoratore del cantiere Tav di Chiomonte, dal maggio scorso disoccupato. Tutti noi – ha detto – abbiamo sopportato tanti sacrifici per scavare il tunnel esplorativo e con grande orgoglio dico che siamo riusciti a completare una galleria che oggi dicono che non c’è. Abbiamo dato l’anima in quel posto e ora siamo stati tutti licenziati. Mi auguro che il cantiere riparta al più presto, abbiamo già perso troppo tempo. Non ho bisogno di fare una analisi costi benefici per capirlo, mi basta usare il buon senso del padre di famiglia”.

Articolo completo su La Valsusa dell’11 aprile

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