Le due piazze, quella dei No Tav e quella dei Sì Tav finora si sono tenute a debita distanza ma potrebbero incontrarsi (o scontrarsi) il 1° maggio a Torino, in occasione del corteo della festa del lavoro, un appuntamento che da qualche anno nel capoluogo subalpino non è immune da tensioni sfociate a volte in veri e propri scontri.

Sindacati, imprenditori, mondo dell’imprenditoria e del lavoro da una parte; movimentisti dall’altra.  Riusciranno a convivere pacificamente nella stessa manifestazione?

E’ la domanda che sorge dopo il proclama lanciato da alcuni post sui social del movimento che si oppone alla Torino-Lione. Poche righe sotto un’immagine della Mole su cui svetta la bandiera No Tav: “Quest’anno – si legge – ci prendiamo il primo maggio chiamando a raccolta i No Tav. Porteremo in piazza una visione del presente, e sul futuro, distante da madamine, partiti e sindacati che mentono raffigurando la Torino-Lione come la panacea di tutti i mali”. I No Tav lanciano l’appuntamento alle ore 9 del 1 maggio a Torino in piazza Vittorio Veneto, tradizionale punto di partenza del corteo. Gli attivisti No Tav sfileranno con lo spezzone dei movimenti.

Le loro – dicono i No Tav – sono ricette vecchie, portatrici di un modello di sviluppo insostenibile economicamente ed ecologicamente che oggi più  che mai deve essere cambiato per la sopravvivenza del pianeta sull’orlo di una catastrofe. Ancora più  insopportabile é che si parli del supertreno come qualcosa di utile al lavoro. I dati forniti sono chiarissimi: a fronte di un impatto ecologico devastante sulla Val di Susa, le ricadute occupazionale saranno minime. Per quanto ci riguarda, non siamo più¹ disposti ad accettare l’odioso ricatto tra lavoro e salute, tra devastazione ambientale e occupazione. Vogliamo soffiare via il fumo negli occhi di chi in questi mesi ha mentito, sulla pelle dei lavoratori, sulle spalle del pianeta e dei territori che andrebbero curati e non distrutti”.

 

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