Ho dormito per due anni e quattro mesi sotto i portici in centro a Torino, in strada sono finito per aver perso in un solo istante lavoro e casa. Ci sono rimasto fino a qualche giorno fa, quando Gabriele mi ha aperto le porte della sua abitazione a Trana”.

Ospite di Gabriele Accornero, che ha preso a cuore la sua situazione, così il quarantenne italo-bulgaro Casimiro Madzharov, ci riassume la sua vicenda.

Una storia di cui si sono occupati anche le trasmissioni Mediaset (Iene e Striscia la Notizia) e le pagine di cronaca torinese dei quotidiani nazionali.

Un’attenzione, però, che non è mai riuscito ad innescare percorsi di aiuto concreto. Le due Torino, quella degli inclusi e quella degli esclusi, anche nel suo caso, nonostante la circostanza pandemica che stiamo vivendo, anche in questo caso si sono dimostrate incomunicanti.

Ci si può sfiorare, forse scontrare, ma incontrare sembra davvero impresa troppo ardua. Dopo aver finalmente riposato in un letto e gustato i pasti circondato da quattro mura (e abbracciato da un’amicizia imprevista), ci ricorda le tappe del “suo inferno”.

Era il 23 novembre 2018, la fine di tutto quanto avevo costruito è partita di lì” ricorda con dignità venata dalla commozione.

Servizio su La Valsusa dell’11 febbraio.

Marco Margrita

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