Quel gallo è diventato per noi un vero incubo, canta a voce alta a tutte le ore, non si può più dormire né lavorare in pace”.

Con queste parole Raffaella, un’insegnante che da tre anni abita con il compagno Franco in verde angolo di Trana ai piedi della collina del Santuario, si sfoga per l’esasperazione a cui sono giunti dopo tre mesi di stress psicologico.

L’unica nostra speranza per una soluzione a quello che è un vero problema, non un semplice scherzo, è il sindaco (che, peraltro, si chiama Bruno Gallo, ndr.)” spiega Raffaella raccontando la presenza “rumorosa” installata dai vicini di casa a circa tre metri dalla loro camera da letto.

Articolo completo su La Valsusa del 9 settembre.

Riccardo Salomoni

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