Un vero fulmine a ciel sereno per i 59 lavoratori dello stabilimento Bottero di Trana la decisione dell’azienda di chiudere l’impianto e di trasferire tutto il personale a Cuneo.

Il 29 gennaio l’azienda cuneese, leader mondiale delle macchine per la lavorazione del vetro, ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali la chiusura della fabbrica in Val Sangone ed il trasferimento dell’organico al completo presso la sede centrale a partire dal prossimo 1° marzo.

Una mossa inaspettata, sia per i dipendenti sia per i sindacati, tranquillizzati appena un mese fa da un break informativo dell’azienda in cui l’amministratore delegato Marco Tecchio rassicurava sulla continuità del sito produttivo.

Attualmente viene utilizzata la cassa integrazione per Covid, con rotazione tra i dipendenti in attesa che il mercato dia segni di ripresa, ma secondo Nicolò Infantino della FIM-CISL questa è “una decisione incomprensibile poiché stride con la riduzione dei costi non necessari e la gestione più efficiente dichiarata dall’azienda; non sussistono comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive” a supporto di questa mossa, se non “un tentativo di aggirare le norme ed il blocco dei licenziamenti”.

Tra i lavoratori, molti provenienti da comuni della Val Susa e della Val Sangone, serpeggia una forte preoccupazione: molti fanno notare le difficoltà e i disagi legati ad un cambio di luogo di lavoro così repentino.

Ampio servizio su La Valsusa del 4 febbraio.

Riccardo Salomoni

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