E’ un racconto di un allievo del Formont Valsusa, che pur partito con un’aspettativa alta ha trovato qualcosa di inimmaginabile e ancora più profondo, un viaggio che secondo lui non avrà mai fine.

Sabato 10 febbraio la partenza per Budapest, sosta con il resto del gruppo a Pest, qui visita al luogo sul Danubio dove si trovano le ‘60 Scarpe in metallo’, opera del regista Can Togay, che rappresenta uno uno dei monumenti all’olocausto degli ebrei più emozionanti d’Europa.

Il giorno successivo Belzec, il campo di sterminio che fu la tomba di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini, provenienti in massima parte dallo svuotamento dei ghetti ebraici dell’Est. Articolo completo su La Valsusa di giovedì 15 marzo.

A. Murroni

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