Ieri, venerdì 13 marzo, è stato rinvenuto un capriolo morto, davanti ai prati del Campo Volo di Vaie. Il corpo era parzialmente mangiato nella parte centrale dove risiedono lo stomaco e i polmoni.

Abito in quella zona e stavo facendo una breve passeggiata ieri pomeriggio, intorno alle 17, quando ho trovato la carcassa – racconta la persona che ha rinvenuto il capriolo – L’animale, adulto, sarà stato lì da un giorno o due al massimo, perché si vedeva ancora il sangue fresco”.

Difficile stabilire che cosa l’abbia ucciso. Anche se delle supposizioni possono fare pensare a dei lupi. “In queste zone non ho mai visto lupi, ma caprioli sì, come anche le volpi. Tra le cause di morte a cui ho pensato, mi è venuta in mente la possibilità che sia stata una macchina ad investirlo. Dopo è stato mangiato da qualche animale. Ho parlato con un mio amico che se ne intende e secondo il suo parere potrebbe essere stato un solo lupo e non un branco”.

Oggi, sabato 14, la signora ha trovato la carcassa spostata rispetto al luogo di ieri: l’animale è stato per la maggior parte mangiato. “Dispiace quando accadono queste cose. Sono scene raccapriccianti per me che amo gli animali”, conclude la persona.

In questi casi, l’animale morto è da considerarsi “rifiuto indifferenziato”, come conferma il servizio “Salviamoli insieme… on the road” della “Tutela della Fauna e della Flora” della Città Metropolitana di Torino.

Quando si ritrova un animale morto occorre chiamare il Comune di riferimento, in base al luogo in cui è stato ritrovato. Sarà poi il Comune a preoccuparsi di smaltirlo”. Il servizio ricorda – associato al Canc (Centro Animali Non Convenzionali) dell’Ospedale Veterinario Universitario di Gruglisaco – che il recupero sul territorio di animali selvatici di grosse dimensioni o pericolosi non sarà operativo per rischio di contagio da Coronavirus almeno fino al 3 aprile, ma sarà comunque possibile la consulenza telefonica.

Nel caso si tratti di fauna selvatica di piccole dimensioni e che non dia problemi di trasporto, gli animali potranno invece essere consegnati direttamente alla struttura veterinaria, lasciandoli però fuori dalla porta d’ingresso, per evitare possibilità di contagio tra umani eventuali portatori di Coronavirus”.

Andrea Diatribe

 

© Riproduzione riservata