È una fuoriclasse delle bocce, un autentico talento. Serena Traversa, vent’anni, di Villar Focchiardo, lo sa, va giustamente orgogliosa dei suoi eccellenti risultati, ma non lo dà a vedere.

“Sono fatta così, esulto per le vittorie e mi arrabbio per le sconfitte, ma non lo esterno” dice.

Galeotto fu il fratello maggiore, anche lui giocatore, che le ha trasmesso la passione per la sfera metallica quando di anni ne aveva appena sei.

A distanza di quattordici anni, determinazione, passione e impegno l’hanno proiettata a vestire la maglia azzurra, diventando tra le più forti giocatrici italiane, tanto che persino i vicini francesi l’hanno adocchiata e invitata a far parte di una loro importante squadra.

Serena ha colto al volo l’invito oltralpe. Nel suo palmares conta già dieci, forse dodici titoli italiani, neanche lei riesce più a tenerne il conto, un europeo, podi vari a Europei e Mondiali conditi da alcuni record.

Articolo completo su La Valsusa del 7 marzo.

Anita Zolfini

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