C’è anche un po’ della Diocesi di Susa all’interno della piccola ma deliziosa mostra intitolata “La Sindone e la sua immagine. Storia, Arte e devozione”, ospitata all’interno di Palazzo Madama e visitabile fino al 21 gennaio 2019 (maggiori informazioni sul sito internet: www.palazzomadamatorino.it). Due quadri, infatti, sono stati prestati per l’esposizione.

Si tratta di un’Ostensione, un olio su tela del XVII secolo conservato all’interno della Cappella del Santissimo Sacramento a Novalesa, e di un’Addolorata con i Santi Pietro e Stefano, pala d’altare normalmente esposta nella cattedrale di San Giusto, a Susa.

Del primo dipinto non si hanno notizie né circa la provenienza né sulla realizzazione; esso raffigura una delle ostensioni della Sindone che, periodicamente, venivano indette dai regnanti di Casa Savoia. Questi ultimi, presumibilmente vestiti con cappa di ermellino e collare dell’Annunziata, sono ritratti a sinistra, alle spalle dei tre vescovi che reggono il Sacro Lino nell’atto di mostrarlo al popolo.

Il secondo dipinto, invece, è stato certamente realizzato nel 1723, ma non si conosce il nome dell’autore, molto probabilmente un maestro piemontese. Esso rappresenta una Vergine con il cuore trafitto da una spada e circondata da uno stuolo di cherubini che mostrano la Sindone allo spettatore.

In età moderna, l’immagine dell’Addolorata è spesso associata a quella della Sindone; in questo caso abbiamo anche San Pietro, riconoscibile dalle chiavi, suo simbolo iconografico, disegnate ai suoi piedi, che invita i fedeli a venerare la reliquia insieme a Santo Stefano Protomartire, a cui l’iconografia tradizionale assegna delle pietre quale segno di riconoscimento, in memoria della sua lapidazione per la Fede.

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