Sono trascorsi più di sette mesi da quando il covid-19 ha fatto inaspettatamente capolino nelle nostre vite, stravolgendo le abitudini di ciascuno di noi. E c’è chi l’emergenza sanitaria si è trovato ad affrontarla all’estero, in un paese straniero distante oltre 9000 chilometri dall’Italia. È il caso di Diego Bouvet, 52 anni, ex muratore di Salbertrand da tempo innamorato della Thailandia.

“Dal 1995 tra i mesi di ottobre e novembre lascio la Val di Susa per trasferirmi a Ban Chang, un distretto situato nella provincia orientale di Rayong – spiega – è lì che una ventina di anni fa ho conosciuto mia moglie e da allora ci torniamo ogni autunno per rimanervi fino all’inizio della primavera”.

Una consuetudine mantenuta anche lo scorso anno, a novembre.

“Quando ad inizio febbraio hanno iniziato a diffondersi anche qui le notizie dei contagi a Wuhan, il governo ha mandato via tutti i cinesi ed impedito l’ingresso agli asiatici in arrivo. Una scelta che ha preceduto di poco la definitiva chiusura delle frontiere – prosegue – Il mio volo di ritorno Bangkok- Milano era fissato per il 20 marzo, ma sin da subito la compagnia aerea con cui avevo prenotato mi ha rassicurato che sarei riuscito a partire senza problemi”.

Peccato che la Thai Airways stesse fallendo, almeno stando a quanto riportato sui giornali e nei notiziari locali.

Servizio su La Valsusa del 3 settembre.

Federica Allasia

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