Li hanno soprannominati i ‘guaritori’; sono medici, tecnici e anche veterinari del Servizio Sanitario Nazionale che, attraverso interviste telefoniche, decretano la guarigione da Covid dei pazienti in quarantena o isolamento fiduciario”.

Inizia così un post pubblicato su Facebook da un veterinario dell’Asl To3, il dottor Mauro Moretta, anch’egli “arruolato” nella lotta alla Covid-19.

Moretta è un “guaritore” e il suo lavoro, messi momentaneamente da parte gli animali, è ora quello di fare un centinaio di telefonate al giorno ad altrettanti pazienti che sono risultati positivi al tampone.

Moretta veterinario Asl To3

Il dottor Mauro Moretta

 

Tutto parte da un file excel con centinaia e centinaia di cognomi, nomi, date di nascita — prosegue Moretta —. Poi c’è un portale con i decorsi e i tamponi eseguiti. Se ci sono le condizioni, assenza di segni clinici e i fatidici 21 giorni dall’inizio del decorso o, più raramente, un ultimo tampone negativo, il paziente viene dichiarato guarito. Fin qua i dettagli tecnici. Perché dietro ogni riga ci sono persone e c’è una storia. Quella di un’intera famiglia bloccata in casa da quasi un mese, che alla notizia del ‘liberi tutti’ grida di gioia e liberazione. Quella delle persone sole che vivono la telefonata come un momento di relazione, si aprono, si confidano e si commuovono; e tu con loro. Quella di chi è finito in ospedale (sono veramente tanti!) e fa fatica a parlare, perché non ha il fiato e ti racconta di caschi, desaturazione, vicini di letto portati via in un sacco, sindrome da stress post-traumatico”. E poi ci sono anche gli assenti, coloro che non ce l’hanno fatta: “Trovi una data di nascita: 1962, nessuna informazione che ti possa far pensare al peggio, quindi chiami, senti una voce femminile e chiedi di parlare con il signor X e ti viene risposto che il marito è morto il giorno prima”.

Servizio su La Valsusa del 19 novembre.

Alberto Tessa

© Riproduzione riservata