La lunga siccità della scorsa estate, gli incendi di ottobre alimentati dalla forte aridità del suolo, le piogge costanti di questi giorni, son tutti fenomeni climatici di fronte ai quali la mente umana non può fare a meno di interrogarsi. Tante domande che possono trovare risposta solo nello studio del passato della nostra Valle. Ed è quello che ha voluto approfondire la Società Meteorologica Italiana, creando una mostra permanente visitabile al Castello di Adelaide. L’installazione, dal nome “Duemila anni di clima in Val di Susa: da Annibale al riscaldamento globale“, comprendente trenta pannelli, è stata inaugurata venerdì 1° giugno. “Il clima è un fatto sociale, politico e di sicurezza per il futuro”, spiega Luca Mercalli, presidente della SMI e curatore della mostra, “per questo è da trent’anni che trattiamo questo argomento. La mostra nasce più di un anno fa da una collaborazione con la Fondazione Magnetto, alla quale si sono poi aggregati altri soggetti come Smat, Iren e Arpa. Possiamo ripercorrere l’evoluzione climatica della Val di Susa a partire dalle fonti che la storia ci tramanda, pubblicate complessivamente, tra l’altro, in un libro che sarà acquistabile a breve. Annibale, nel lontano 218 a.C., mentre era intento a transitare nelle Alpi a fine ottobre, racconta di essersi imbattuto in neve nuova caduta su neve vecchia sopravvissuta a un’estate fredda. E così, risalendo a testimonianze, fonti documentarie, cronache di archivi comunali e parrocchiali, diari privati e narrazioni, siamo riusciti a ricostruire secolo per secolo più di duemila anni di cambiamenti climatici.”

Solo percorrendo le sale della mostra, pannello dopo pannello, curiosità dopo curiosità, si può rispondere a quelle tante domande di cui si parlava all’inizio. Che fine hanno fatto i ghiacciai che 25mila anni fa ricoprivano la vallata? Perché non viviamo più un freddo inverno come quello del 1985, che congelò completamente i due laghi di Avigliana? È davvero corretto parlare della Val di Susa come una zona estremamente ventosa? Sarà forse che gli incendi del 2017 siano anche dovuti al riscaldamento globale? E come si ipotizza che sarà, la nostra Valle, tra un centinaio di anni? Per scoprirlo, e per conoscere altri contenuti, non resta che visitare la mostra. Orari di apertura: giugno e settembre venerdì – domenica, ore 10-13 e 14-18; luglio e agosto, ore 10-18 (chiuso il lunedì).

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