Almeno ogni tanto c’è una buona notizia: i dieci ospiti della comunità- alloggio Il Colibrì di via delle Prese stanno tutti bene.

Nessuno di loro ha infatti fin qui presentato sintomi riconducibili al Covid- 19. “Penso che la nostra ultima uscita in paese risalga alla fine di febbraio. Dai primi giorni di marzo, ancora prima dei decreti più rigidi, abbiamo ‘sigillato’ la comunità”, dice Luca Gozzi, uno degli educatori che lavorano quotidianamente al fianco dei ragazzi diversamente abili.

Da quasi due mesi sono vietate le visite, anche quelle dei parenti più stretti e nell’edificio, il corpo di guardia dell’ex Polveriera, entrano soltanto gli autorizzati. Anche chi fa le consegne indispensabili alla vita quotidiana del piccolo gruppo e prima di questo pandemonio veniva invitato a prendere un caffè deve ora fermarsi in cortile.

“Non nego che questa situazione generi un po’ di nervosismo pure fra i ragazzi, soprattutto fra coloro che magari non riescono a comprendere appieno la gravità della situazione, ma devo dire che sta andando meglio di quanto mi sarei aspettato all’inizio”, continua Gozzi.

I laboratori che prevedevano la presenza di personale esterno sono stati spostati online: disegno e teatro sono le attività a cui non si rinuncia e per la cui continuazione ci si affida alle videochiamate con i docenti, mentre il cortile garantisce, nei giorni di bel tempo, la possibilità di sgranchirsi le gambe.

Servizio su La Valsusa del 23 aprile.

Alberto Tessa

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