Il dottore veterinario ha un spettro di competenze molto ampio e la serata organizzata per l’Unitre venerdì scorso, 14 dicembre, presso la sala Italia 150 a Caselette ha potuto dimostrarlo. Una tavola rotonda aperta a tutti, non solo ai membri iscritti, che ha visto due professionisti avvicendarsi su aspetti più o meno noti dell’ambito animale, con annesse relative problematiche.

Dott. Marco Guerra e Dott. Lino Bunino

I due relatori della serata: il Dott. Marco Guerra delle cliniche Arca Group e il Dott. Lino Bunino del dipartimento di prevenzione dell’ASL TO3

Primo soccorso per gli animali domestici

Il primo è stato il dott. Marco Guerra, socio fondatore delle cliniche Arca Group, che ha tenuto una vera e propria lezione di primo soccorso per cane e gatto. “Si tratta di un breve spunto nelle procedure di primo soccorso, comportamenti che possono essere risolutivi o tali da prendere tempo in attesta dell’arrivo di un tecnico, di un veterinario. In molti casi fanno davvero la differenza”, ha introdotto l’argomento Guerra.

Riuscire a riconoscere i segnali che Fido o Pallino ci dà col comportamento o che si rilevano osservandone il corpo permette di scoprire e risolvere uno degli innumerevoli problemi potenziali del nostro amico animale. Un cane e un gatto infatti, al pari degli umani, hanno un’infinità di modi di farsi male, tanto che Guerra ha parlato per un’ora e mezza solo di come rilevare i più comuni.

Il controllo degli alimenti

Tutt’altro argomento ha toccato invece l’altro relatore, il dott. Lino Bunino, che in qualità di veterinario per il dipartimento di prevenzione dell’ASL TO3 ha portato la sua esperienza sul controllo degli alimenti. Una descrizione su temi meno comunemente trattati quindi, eppur di interesse universale dato che “l’unica cosa non controllata è ciò che si prepara in casa, l’alimentazione domestica. Tutto il resto della filiera ha diverse verifiche” di diversi enti.

La buona notizia è che “l’Italia è uno dei Paesi più tutelati al mondo, la cattiva è che i controlli si ridurranno”. La logica verso cui va il legislatore, anche per uniformarsi alle regole europee, è infatti quella di ridurre i controlli facendoli pagare sempre più direttamente all’impresa, in forma di tasse, e non agli enti che attualmente in Italia ne coprono le spese in larga parte.

Articolo completo su La Valsusa del 20 dicembre 2018.

Paola Bertolotto

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