Se è vero che la Cina è “avanti” rispetto a noi, in questa pandemia, di circa 30- 40 giorni, allora la famosa luce in fondo al tunnel potrebbe cominciare a vedersi anche in Italia.

Ne è convinto il trentatreenne Dimitri Ostorero, che da un paio di anni è il preparatore atletico dei portieri delle giovanili della Qingdao Jonoon, la squadra di calcio della città cinese di Qingdao, enorme metropoli affacciata sul Mar Giallo.

Ostorero, le cui origini sono saldamente coazzesi, non lavora dallo scorso 20 gennaio, prima a causa delle vacanze per il Capodanno cinese e poi per l’esplosione della pandemia di Coronavirus, ma è ancora ospitato all’interno del residence che la squadra ha messo a disposizione dei suoi tecnici.

“Posso soltanto dirvi: tenete duro! Le misure che il Governo italiano ha adottato per affrontare questa emergenza sono le stesse, o quasi, che ha adottato la Cina e qui stanno funzionando alla grande — dice Dimitri — Anche da noi, fino a poco più di due settimane fa, gli unici negozi aperti erano quelli alimentari e per strada circolava davvero pochissima gente; il paesaggio era spettrale. Ora, invece, la gente sta provando a tornare lentamente alla normalità. Non tutti i negozi sono ancora aperti, ma ogni giorno il loro numero aumenta. Qualche bar e alcuni ristoranti hanno ricominciato a funzionare normalmente, anche se non c’è ressa. Non è più tanto raro, inoltre, vedere qualcuno circolare senza mascherina”.

Servizio su La Valsusa del 19 marzo.

Alberto Tessa

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