A circa un anno dalla partenza, l’Unione Industriale di Torino, unico partner italiano del progetto “Early Warning Europe”, promosso dall’Unione Europea, ha voluto condividere i primi risultati raggiunti da questa iniziativa che si prefigge come obiettivo quello di aiutare le piccole e medie imprese torinesi che ancora arrancano e faticano a uscire dalla lunga crisi economica. Ma cos’è esattamente Early Warning? È un network di 160 fra imprenditori, manager e professionisti, provenienti da diversi settori (finanza e marketing, commercio, ma pure ingegneri e altre figure tecniche altamente specializzate) che forniscono, gratuitamente, una prima analisi delle criticità e propongono alcune possibili soluzioni, accompagnando l’azienda in difficoltà (che deve avere meno di cento dipendenti e meno di 20 milioni di fatturato annuo) per un periodo di sei mesi. “L’idea è quella di fare un primo check- up aziendale, trovando le cause delle principali vulnerabilità che, generalmente, risiedono nella gestione delle finanze aziendali o nella perdita di un grosso cliente”, spiega la dottoressa Paola Capello, project manager di Early Warning. Già dalla prima richiesta di aiuto, l’Unione Industriale di Torino è in grado di trovare il “mentore” (così vengono chiamati gli “angeli custodi” delle imprese che chiedono aiuto) più adatto al tipo di azienda in difficoltà, ricercando il profilo migliore in un apposito database. Lunedì 5 febbraio, nella Sala “Giovanni Agnelli” del Centro Congressi di via Vela a Torino, il presidente dell’Unione Industriale, Dario Gallina, insieme ad altri relatori, ha fatto il punto della situazione, sottolineando il buon successo del progetto laddove  le aziende hanno accettato la mano tesa dell’Europa. L’unica nota dolente dell’iniziativa, infatti, riguarda l’atteggiamento delle p.m.i. nel rapportarsi all’offerta: non sono poche quelle imprese che, pur conoscendo Early Warning, hanno la presunzione di potercela fare da sole o i cui titolari semplicemente “non osano” chiedere aiuto. “Abbiamo tuttavia notato che un approccio più diretto, personale con gli imprenditori porta a un maggior numero di iscrizioni a un progetto che, è bene ricordarlo, non costa nulla a chi ne usufruisce, poiché è interamente finanziato dalla Ue” conclude la dottoressa Capello. In quest’ottica, l’alleanza con le Amministrazioni comunali si sta rivelando strategica sia perché l’Unione Industriale possa venire a conoscenza di eventuali situazioni di difficoltà sia nella successiva fase di comunicazione e informazione ai soggetti interessati.

Chi intende avere maggiori informazioni, può rivolgersi ai numeri di telefono: 011- 5718467- 381 in orario d’ufficio, oppure mandare una mail a: ewe@ui.torino.it

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