Treni in ritardo, autobus persi all’ultimo minuto, lezioni annullate proprio quando si è appena arrivati a Porta Nuova. I problemi degli universitari valsusini, qualche mese fa, giravano intorno alle difficoltà logistiche e al tempo che viaggiava sempre troppo velocemente rispetto ai loro piani. Oggi sono costretti a interfacciarsi con una nuova forma di didattica, svolta comodamente dalla propria scrivania di casa, con tempistiche meno frettolose e con un tempo più dilatato, che permette di dedicarsi con un approccio diverso allo studio.

Gli studenti valsusini sono d’accordo: il tempo risparmiato dai lunghi viaggi da pendolare è tutto guadagnato e reinvestito nella propria formazione universitaria. Ma il resto, li soddisfa? Può la didattica a distanza sostituire le lezioni frontali con il professore? I problemi tecnici e tecnologici legati alle modalità di studio online stanno compromettendo la carriera degli studenti? E’ una modalità equa, giusta ed accessibile a tutti? L’abbiamo chiesto direttamente agli studenti Eleonora Bellone, Beatrice Zerbonia, Yarin Cardillo, Soukaina Khallaf e Gaia Olivero Fugera.

 

Interviste complete su La Valsusa di giovedì 14 maggio.

Ilaria Genovese

 

 

 

 

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