Non vedo l’ora che arrivi il 20 gennaio, che Biden sia proclamato presidente, e che si possa finalmente voltare pagina”.

Esordisce così, tradendo tutto il suo entusiasmo per il risultato del voto americano, Doriana Ruffino, la 39enne giavenese di nascita, da anni residente a Washington con il marito Raffaello e le figliolette gemelle.

Ha un ruolo di management alla Federal Reserve, uno dei templi della finanza pubblica mondiale.

Le elezioni, come le conferme delle nomine per la Corte Suprema, sono fra gli eventi più importanti per la democrazia americana. In genere si organizzano delle serate fra amici per guardare gli esiti alla televisione. Quest’anno il Covid non ha consentito di trovarsi di persona e gli oltre 65 milioni di voti inviati per posta hanno prolungato i conteggi (e l’ansia!) di parecchi giorni. I risultati sono arrivati sabato mattina, mentre io e mio marito eravamo al parco con le bimbe. Abbiamo sentito applaudire, prima poche persone e poi sempre di più. E poi i clacson ininterrottamente. Ho cercato affannosamente il telefono in borsa ed atteso gli infiniti secondi che si aggiornasse le pagina del New York Times. “Biden beats Trump” (Biden batte Trump). Ero senza parole. Ho sollevato il telefono per far vedere il titolo a mio marito. Mi ha solo chiesto: “E’ definitivo?” “Sì. Hanno finito i conteggi in Pennsylvania”.

Ampio servizio su La Valsusa del 12 novembre.

Anita Zolfini

© Riproduzione riservata