Rabbia, frustrazione ma voglia di continuare a lottare per “salvare” il lavoro e la produzione.  All’assemblea dei lavoratori Alcar, questa mattina, giovedì 15, davanti ai cancelli della fabbrica a Vaie, il clima è pesante. Martedì mattina, 2o ottobre, i lavoratori e i rappresentanti sindacali daranno vita a un presidio  davanti alla Prefettura, in piazza Castello a Torino e un’analoga iniziativa si svolgerà a Lecce. “Bisogna scongiurare in ogni modo il fallimento – dice Antonio Inserra della Fiom Cgil – e convincere il Tribunale di Lecce (dove c’è la sede legale dell’azienda e l’altro stabilimento con 300 dipendenti) ad allentare la morsa sulla capacità di spesa dell’Alcar, oggi limitata a diecimila euro per fornitore”. Già, perchè “le scorte stanno finendo, la produzione è ferma, i clienti si rivolgono ad altri e lo spettro del fallimento si avvicina pericolosamente”.

La soluzione della crisi, a questo punto, è una sola: “Che si faccia avanti un’acquirente e rilevi l’azienda, ad oggi in Concordato Preventivo”.

Urge una soluzione per salvare il lavoro di 150 persone a  Vaie e di circa 300 a Lecce.

Lo stabilimento di Vaie è di fatto fermo da lunedì mattina.

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