Sarebbe stato un autentico paradosso veder fallire un’azienda “sana”, che in questi giorni sta impiegando nelle linee produttive il 65% delle maestranze, che continua a godere della fiducia dei clienti.

Eppure per l’Alcar (che ha uno stabilimento a Vaie, con 143dipendenti) era uno scenario possibile fino al momento in cui, martedì 12 gennaio, il conto alla rovescia per decidere le sorti dell’azienda e dei lavoratori è stato spostato dal 14 gennaio al 15 marzo. Sessanta giorni in più; un tempo che potrebbe bastare a “chiudere“ il passaggio dei due stabilimenti (uno è in Val di Susa, l’altro a Lecce) nelle mani di un imprenditore disposto a rilevarli.

Nel comunicato sindacale si legge che, durante il secondo incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, che si è tenuto martedì in videoconferenza, il custode giudiziario e gli advisor della procedura, hanno comunicato che la scadenza del concordato preventivo fissata per il 14 gennaio è stata prorogata dal Tribunale di Lecce fino al 15 marzo.

Servizio su La Valsusa del 14 gennaio.

Bruno Andolfatto

© Riproduzione riservata