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Valgioie, trovano un cucciolo di capriolo e ne mettono a rischio la vita portandolo ai Carabinieri

Nel mondo degli esseri umani è un obbligo di legge soccorrere una persona che ha bisogno di aiuto, ma ciò non vale sempre per gli animali, soprattutto se si tratta di cuccioli che sembrano essere in difficoltà ma che, in realtà, stanno soltanto muovendo i primi passi in autonomia e la cui vita l’attivismo non richiesto di certi escursionisti della domenica rischia, paradossalmente, di mettere a repentaglio.

Ne è un esempio quanto accaduto domenica 5 giugno, nei pressi del Colle Braida, a Valgioie, quando una famiglia di “merenderos” ha trovato un cucciolo di capriolo, lo ha caricato in macchina e lo ha portato alla caserma dei Carabinieri di Giaveno.

Del caso è stato interessato il dottor Mauro Moretta, veterinario dell’Asl To3, che è andato su tutte le furie: “Ora, mi chiedo, ma che problemi hanno queste persone, oltre a una dose di colpevole ignoranza? Per la cronaca: è stato prescritto di riportare il piccolo dov’è stato trovato, perché ha maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto al ricovero al Canc di Grugliasco”, ha scritto Moretta sul suo profilo facebook. Ed è pure il Centro Animali Non Convenzionali (Canc) a lanciare un appello, tramite i propri profili social.

Articolo completo su La Valsusa del 9 giugno.

L’immagine è stata scattata all’interno del Canc, ma si riferisce a un altro cucciolo impropriamente “salvato”

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