Architetti di Torino, Politecnico e Regione Piemonte hanno impegnato matita e righello per ridefinire e migliorare il paesaggio di Sant’Ambrogio, cercando nuove soluzioni per l’equilibrio tra urbanistica e natura.

Lo hanno fatto attraverso il bando internazionale “Tra borgo e fabbrica” rivolto a chiunque avesse la competenza di sviluppare una progettualità territoriale in tal senso.

La premiazione si terrà in sala consigliare il 28 febbraio alle ore 21.

Il primo classificato riceverà un premio di 15 mila euro, il secondo e il terzo rispettivamente 7 e 3 mila.

La commissione terminerà oggi di esaminare i 16 progetti arrivati per concorrere al premio. La Commissione giudicante gode di un particolare prestigio grazie alla presenza, tra i cinque commissari, di un pezzo da novanta della storia della architettura paesaggistica italiana e internazionale: l’architetto Professore Franco Zagari.

Con lui fanno parte della commissione: l’arch. Marina Bonaudo (Regione Piemonte), l’arch. Francesco Novelli (Politecnico di Torino), l’arch. Simone Pugno (libero professionista individuato dalla terna dell’Ordine degli architetti), l’arch, Davide Rolfo (Politecnico di Torino).

Obiettivo del concorso (pubblicato il 16 novembre e i cui termini si sono chiusi l’8 febbraio 2019) è quello di ricucire le relazioni urbane e paesaggistiche tra sito archeologico/industriale e centro storico, con una grande attenzione al paesaggio circostante. Come spiega il sindaco di Sant’Ambrogio Dario Fracchia, l’iniziativa “è nata all’interno di un grande progetto di riqualificazione del Comune intero, che in questi nove anni si è sviluppato su più direttrici”.

“Il concorso – prosegue Fracchia – ha dimostrato che privato e pubblico possono incontrarsi su temi cari alla comunità. Per tutti noi il legame con la Sacra è molto forte, volgiamo a lei lo sguardo tutti i giorni, e ogni volta ci dà delle emozioni grandissime”. E non a caso il bando arriva proprio in concomitanza con la candidatura della Sacra a patrimonio Unesco. Il concorso di fatto mira ad armonizzare l’arrivo da Largo Baden Powell e adiacenze, il Maglificio Bosio, il Borgo abbaziale e l’avvio alla Sacra di San Michele. Saranno così valorizzati ad hoc tutti gli itinerari turistici.

“Una procedura esemplare”, commenta Alessandro Cimenti, presidente della Fondazione per l’Architettura, “perché non si limita a trovare la soluzione migliore, ma incoraggia anche il dibattito nella comunità degli architetti e nella società civile”. E Paolo Mellano, direttore del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico, auspica infine l’individuazione di “soluzioni inedite per un modello di sviluppo sostenibile e adeguato ai tempi in cui viviamo”.

Tutte le procedure sono state gestite telematicamente attraverso la piattaforma www.torinosantambrogio.concorrim

 

© Riproduzione riservata