La Mongolia e Giovanni Votta tornano a farsi sentire nel concerto che si terrà domenica 3 febbraio, alle 16.30 nella chiesa parrocchiale, in piazza Libertà. “La musica che unisce” è la seconda edizione di un concerto per la raccolta fondi per il progetto “Melodie di misericordia – programma musicale in memoria di Giovanni Votta”.

Come nella prima edizione (del 5 novembre 2017), ritornerà il Coro di Musica Leggera, diretto da Stefania Borello, accompagnato dall’orchestra Golden Star, entrambi della stessa Società Filarmonica di Sant’Antonino. Non solo loro, perché si esibirà anche un altro gruppo: il Coro Subalpino di Torino, diretto dal valsusino Federico Cantore.

Proprio per ricordare Giovanni Votta, postino, musicista e infaticabile maestro, mancato improvvisamente nel 2014, che per molti anni ha diretto la Società Filarmonica Santa Cecilia di Sant’Antonino, la moglie Susanna Chiapusso aveva fortemente voluto una scuola di musica nella sperduta cittadina di Arvaiheer, in Mongolia. E così nel 2016 il progetto ha preso forma, grazie a suor Lucia Bartolomasi e ad altri otto missionari della Consolata.

 

Da quando suor Lucia ha cambiato luoghi della propria opera missionaria, il progetto è invece coordinato da padre Giorgio Marengo, parroco della comunità, in cui quotidianamente le persone si recano per varie attività ricreative, di supporto e di preghiera. In questo contesto, grazie all’opera dei missionari, era sorta la scuola di musica dedicata a Votta, dove si seguono lezioni, tenute da insegnanti qualificati, di canto, ritmica, ballo e strumento, con ragazzi e adulti che utilizzano gli insegnamenti appresi anche per l’animazione liturgica.

Canti popolari, musica leggera, colonne sonore e infine un brano conclusivo tutti insieme: questo è ciò che, durante il concerto di domenica, unirà idealmente la Val di Susa con la Mongolia.

Andrea Diatribe

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