Il destino del nostro pianeta è nelle mani di politici che, per la maggior parte, hanno più di cinquant’anni. Il mondo è giovane, però, e gli adulti di domani stanno diventando le vittime di un futuro già segnato.

“La nostra generazione dovrà affrontare i cambiamenti climatici ma, nonostante ciò, molti di noi non sono ancora inclusi nel processo decisionale. Siamo il futuro inascoltato dell’umanità” – si trova scritto nella lettera aperta redatta da venti ragazze e ragazzi di tutto il mondo in vista dello sciopero globale per il clima e per il futuro previsto per venerdì 15 marzo.

La protesta, com’è noto, s’inserisce nel calendario di manifestazioni Fridays 4 Future, movimento ispirato dalle azioni della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg che, a soli sedici anni, ha saputo farsi ascoltare dai leader mondiali che hanno partecipato alla COP24, la conferenza delle nazioni unite sul cambiamento climatico svoltasi a Katowice, in Polonia, lo scorso dicembre.

La sua lotta, però, è iniziata davanti al parlamento svedese, dove Greta ha protestato per tre settimane saltando le lezioni: “Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché mai dovrei studiare?” – ha provocatoriamente domandato.

Da allora, ogni venerdì, gli studenti di tutto il mondo si riuniscono nelle grandi piazze delle loro città per gridare sempre più forte che “non esiste un pianeta B”. Tra queste c’è anche la nostra piazza Castello: da gennaio, infatti, centinaia di studenti di Torino e provincia si riuniscono per parlare dei cambiamenti climatici e per sostenere, anche dall’Italia, questa battaglia per il futuro.

Tanti i valsusini che domani si uniranno alla protesta e, come in alcuni istituti torinesi, anche al Des Ambrois e al Norberto Rosa i banchi rimarranno vuoti per un giorno. L’appuntamento è fissato per le 9:30 in piazza Arbarello e, dopo una tappa davanti al municipio, il corteo si fermerà in piazza Castello dove interverrà, tra gli altri, anche il meteorologo valsusino Luca Mercalli.

Quella piazza, insieme a quelle di altre migliaia di città partecipanti, potrebbe verosimilmente passare alla storia per aver accolto una delle lotte più importanti della storia recente. Chi mancherà non sarà giustificato.

“Stiamo fallendo, ma c’è ancora tempo per cambiare tutto – ha esortato Greta Possiamo ancora sistemare ciò che abbiamo fatto. Abbiamo ancora tutto nelle nostre mani”. Il tempo è limitato, ma chi ci governa sembra non veder scorrere le lancette sull’orologio. Per salvare il mondo da una tragedia annunciata, tuttavia, non ci restano che 750 venerdì.

Fotografia in apertura: Giorgio Brizio

Articolo completo su La Valsusa di giovedì 14 marzo.

Alessia Taglianetti

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