Il Piano straordinario degli interventi di ripristino in seguito agli incendi boschivi dell’autunno 2017, presentato alla Giunta Regionale del Piemonte oggi, giovedì 18 ottobre, dall’assessore all’Ambiente e alle Foreste, sarà valido fino al 31 agosto 2029 (10 stagioni silvane) e costituisce autorizzazione per gli interventi selvicolturali previsti nei territori di Locana, Ribordone, Bussoleno, Mompantero, Caprie, Rubiana, Cumiana, Cantalupa, Roure, Perrero e Traversella in provincia di Torino, Bellino, Casteldelfino, Sambuco, Pietraporzio e Demonte in provincia di Cuneo. In ogni sito verranno seguite priorità definite in base alla funzione prevalente attribuita al popolamento, alla severità di combustione, alla pendenza media del versante e al tipo di bosco.

Sono anche stati definite le disposizioni per l’emanazione dei bandi delle misure del Programma di sviluppo rurale riguardanti la prevenzione e il ripristino dei danni alle foreste da incendi e calamità naturali, gli investimenti per aumentare la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali. La dotazione finanziaria complessiva sarà di 8.880.000 euro.

Gli incendi boschivi tra l’ottobre e il novembre del 2017 interessarono in Piemonte quasi 10mila ettari, di cui oltre 7mila di bosco, 34% in area tutelata e 55% in proprietà privata. Soprattutto le province di Torino e Cuneo videro i loro boschi percorsi da fuochi che, in un breve arco temporale, arrivarono a coprire una superficie complessiva di molto superiore a quella interessata da incendi boschivi negli ultimi vent’anni; complici, oltre all’incuria e ai comportamenti dolosi dell’uomo, le temperature elevate, le scarse precipitazioni e i venti caldi di quel periodo.

Nel dicembre del 2017 la Giunta aveva definito gli indirizzi con cui predisporre l’attuale Piano per il ripristino delle superfici interessate dagli eventi appena accaduti, attivando il tavolo tecnico che avrebbe in seguito dato il via ai sopralluoghi, alla stima dei danni, nonché dello stato complessivo del territorio coinvolto su cui si sarebbero basate le linee di intervento oggi definite dal Piano.

Il documento assume le caratteristiche di un insieme di Piani Forestali Aziendali (9 in totale, uno per ciascun incendio) adattati per la particolare situazione di ripristino post-incendio. Partendo dall’analisi dettagliata delle categorie forestali incluse nel perimetro dell’incendio e delle funzioni forestali che interessano la zona, si descrive la severità dell’incendio e pertanto dei danni arrecati, per poi stilare una priorità di interventi nonché l’analisi dei costi.

Particolare attenzione è stata data alle aree facenti parti della Rete Natura 2000, per le quali il Ministero dell’Ambiente ha accordato la possibilità di concedere limitate deroghe ai divieti di pascolo definite dalla legge n. 353 del 2000, a condizione che venga perseguito il fine di ripristino dei rispettivi habitat.

Sempre il Ministero, a seguito delle documentate situazioni di dissesto idrogeologico e di necessità di ripristino ambientale di cui si rendono necessari gli interventi, ha concesso ulteriori deroghe ai divieti di utilizzo di risorse pubbliche per eseguire le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sui terreni boscati e pascolivi percorsi da incendi per i cinque anni successivi all’evento.

Per quanto riguarda le risorse messe a disposizione – oltre a 1 milione e mezzo di euro già destinato dal Dipartimento di Protezione Civile al ripristino idrogeologico delle zone comprese tra Bussoleno, Chianocco e Mompantero – la Giunta regionale ha approvato le disposizioni attuative delle operazioni del Piano di Sviluppo Rurale legate alla prevenzione dei danni alle foreste da incendi e da calamità naturali, al ripristino dai danni e all’aumento della resilienza e del pregio ambientale degli ecosistemi forestali, per un totale di 19 milioni e 380mila euro.

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