Sangue e vita, uniti in una relazione indissolubile: l’importanza della donazione del sangue è stata nuovamente portata all’attenzione domenica 20 maggio, in occasione della festa del gruppo Fidas di Sant’Antonino-Vaie. Nella mattinata, in una piazza del Priore bagnata dalla pioggia, è stato benedetto il cippo in onore dei donatori dal parroco don Roberto Bertolo. Sono seguite le note de “Il Silenzio fuori ordinanza”, suonato dalla tromba del maestro Sergio Merini. All’interno della chiesa di Santa Margherita ha poi avuto inizio la messa celebrata dal parroco don Roberto e animata dal coro parrocchiale diretto da Luciano Giaccone, con la presenza dei sindaci dei due comuni di Vaie e Sant’Antonino, Enzo Merini e Susanna Preacco, del consigliere regionale Antonio Ferrentino, oltre che di tutto il consiglio direttivo locale della Fidas e del presidente regionale Giovanni Borsetti. C’è stata la presenza della madrina della bandiera Fidas di Sant’Antonino-Vaie, Anna Maria Maffiodo (che ha recitato nella messa la “Preghiera del donatore”), e quella straordinaria di Giulio Rege Coletti, socio fondatore del gruppo di 59 anni fa, l’unico rimasto in vita. Tra i labari delle associazioni presenti (gli alpini di Sant’Antonino e Vaie e l’Aido, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule), spiccavano in rosso quelli dei gruppi della Zona 5 della Fidas disposti sull’altare. Articolo completo su La Valsusa del 24 maggio.

Andrea Diatribe

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