Esistono parole in grado di raccontare gli orrori del nazismo?

Per qualche generazione abbiamo avuto il privilegio di poter ascoltare la storia delle guerre che hanno segnato il secolo scorso da parte dei testimoni diretti, coloro che furono ingiustamente rinchiusi nei campi di concentramento. Alcuni, con coraggio, hanno scelto di dar voce a quegli orrori, per non permettere che venissero dimenticati. Ma cosa succede quando, un po’ alla volta, queste persone vengono portate via dal tempo?

Ci sono crimini che non possono essere dimenticati, ma la mancanza di testimoni può rendere tutto più difficile. Per questa ragione è nato il Treno della Memoria, un progetto pensato e realizzato da un gruppo di giovani che, da ormai quindici anni, realizzano il proposito di portare quante più persone possibili a visitare i luoghi della barbarie, per formare cittadini attivi che, nel presente, sappiano riconoscere e condannare qualunque tipo di discriminazione, qualunque forma di odio.

Tra i passeggeri di questo viaggio non possono mancare i giovani valsusini che, anche quest’anno, hanno scelto di affrontare un’esperienza straordinaria e, al contempo, devastante.

Articolo completo su La Valsusa del 28 febbraio.

Alessia Taglianetti

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