Si dice che la madre degli idioti è sempre incinta, ma in questo caso qualcuno ha detto qualcosa di peggio e chissà cosa hanno detto quelli che alla croce del Musinè tengono e si occupano della sua manutenzione. Non solo gli Alpini che l’hanno ristrutturata in passato, anche i più recenti volontari che, senza gruppo né bandiera, sono saliti nelle sere estive, dopo le giornate di lavoro, a ripristinarne la base e a pulire il piazzale.

Di tutto questo impegno gratuito, volontario e nobile, non ha certo tenuto conto il fenomeno che ha pensato bene di scriverci sopra con la vernice. Ce lo si può immaginare, ancora col fiatone per la salita, a sentirsi un “figo” con la sua bomboletta in mano.

Duole quasi fargli presente che difficilmente Matteo Salvini, a cui lo scrive, sentirà mai parlare del suo epico gesto. In compenso toccherà ad altri ripulire la croce non si sa bene come e non si sa bene quando. Perché non sarà un lavoro semplice e costerà fatica e soldi. Ma chiaramente altrui.

Articolo completo su La Valsusa del 13 dicembre.

Paola Bertolotto

 

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