Lui è Daniel Robu, classe 1973, un giavenese di origini rumene, sposato e con una figlia ormai grande, che da qualche anno rappresenta l’alta sartoria torinese per l’uomo; un mondo esclusivo, fatto di eleganza e raffinatezza, di specchi e gessetti, che non tutti si possono permettere di portare a casa per riempire gli armadi, ma che, almeno una volta nella vita, andrebbe provato da ognuno di noi.

Abiti eleganti confezionati su misura che devono accompagnare il cliente nei giorni di festa, in occasione di cerimonie importanti, durante un lutto o semplicemente nel lavoro quotidiano.

La Sartoria Robu, come gran parte dell’alta sartoria italiana su misura, è apparenza che diventa sostanza, è materia grezza che prende forma, avvolgendo corpi di cui cancella le imperfezioni, facendo scomparire i difetti fisici dietro una giacca e un pantalone perfetti.

Robu

Daniel Robu (a sinistra) intento a dare gli ultimi ritocchi a una sua creazione

“Facevo il sarto anche in Romania, lo faccio sin da quando ero piccolo e ho scelto l’Italia per le somiglianze culturali” dice Robu.

Ampio servizio su La Valsusa del 23 gennaio.

Alberto Tessa

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