Escursioni imperdibili sulle vie sacre del Piemonte” (Edizioni del Capricorno, 160 pagine, 9,90 euro), agile guida scritta e “provata” dalla coppia di autori formata dal pinerolese Gian Vittorio Avondo e dal giavenese Claudio Rolando, non si rivolge soltanto agli escursionisti e a coloro che proprio non riescono a stare fermi, durante il tempo libero.

Anche le “couch potatoes”, i pantofolai, possono godere appieno di questo agile libercolo, perché per ciascuno dei trenta itinerari descritti i due autori offrono, oltre alla consueta descrizione tecnica del percorso, corredata da utili consigli e da una cartina, anche interessanti approfondimenti di tipo artistico e culturale. Storia e Arte non sono, dunque, meno protagoniste della sana attività fisica che Avondo e Rolando propongono lungo le pagine patinate di un volumetto che si fa apprezzare anche per la sua praticità e per la sua estetica.

Insomma, è un libro che sta bene sia dentro uno zaino, in mezzo a borracce e a barrette energetiche, sia sul comodino o sul divano. Il ricco apparato fotografico di cui è corredato, inoltre, rende ancora più piacevole la lettura e la scoperta di luoghi talvolta sconosciuti, nonostante si trovino a pochi chilometri da casa nostra.

L’ “indagine” dei due autori spazia per tutto il Piemonte e si focalizza sulle strade per raggiungere santuari e luoghi di culto (anche soltanto qualche pilone votivo o edicola sacra di particolare pregio). Nello specifico delle nostre due valli, Avondo e Rolando trattano la Via Crucis che dal Santuario di N.S. di Lourdes di Forno di Coazze porta al Colletto, dei segni sacri di “altri tempi” (sulle orme dei Celti, da Trana a Pietraborga), del Monte Musinè e di Sant’Abaco, delle piccole cappelle montane disseminate fra le Valli Susa e Sangone, del Rocciamelone e, ovviamente, dell’immancabile Sacra di San Michele.

In conclusione, si può dire che “Escursioni imperdibili sulle vie sacre del Piemonte” è un libro che gli amanti della nostra Regione, siano essi “bogianen” o sportivi, dovrebbero possedere nella loro libreria personale.

Alberto Tessa

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