Quando viene a mancare un amico sincero come per me è stato Franco Baritello, ti senti un vuoto dentro, non riesci a parlare perché ti prende un groppo alla gola ed anche scrivere qualcosa di lui è difficile, emozionante e commovente.

Quando ero bambino molto piccolo la mia famiglia affittava nei mesi estivi due stanze dai suoi genitori e ci siamo quindi conosciuti prestissimo. Con lui e suo fratello Domenico ho imparato ad amare la semplicità, la bellezza, la genuinità e le difficoltà della vita di campagna.

Andavamo a pascolare, a girare il fieno, a raccogliere i prodotti dell’orto. E facevamo anche molto altro che per me, cittadino villeggiante “Patachin”, erano novità affascinanti come lo era vedere il loro impegnativo lavoro nella macelleria del papà, macelleria che Franco ha poi gestito con la moglie Giacomina fino al momento della pensione.

La nostra amicizia è diventata però più profonda da adulti, quando nel 1982 alla morte improvvisa di Pio Michetti, organista parrocchiale.

Articolo completo su La Valsusa del 15 novembre.

Luigi Franco Patachin

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