Basta poco, a volte, per fare la differenza ed innescare un circolo virtuoso. Ne sa qualcosa Alessia Bruno, titolare insieme ai genitori del bar Ciabot di Villarbasse e salita agli onori delle cronache per un’iniziativa lanciata appena due settimane fa.

Costretta da mesi a fare i conti con un notevole incremento della mole di rifiuti prodotta a causa della vendita da asporto, la giovane ha infatti pensato di proporre ai clienti una soluzione semplice quanto rivoluzionaria.

In una parola #PortaLaTazza. “Salvo brevi periodi in zona gialla, è da novembre che bar e ristoranti sono obbligati a servire cibo e bevande da asporto. Ogni giorno soltanto nel nostro locale consumiamo così tanti bicchierini da caffè che alla chiusura ci troviamo a riempire due grossi sacchi neri. Una quantità spropositata di immondizia – fa notare la venticinquenne, che da qualche anno incentiva i clienti ad usare borracce e a preferire l’acqua alla spina a quella venduta in bottiglia – sin dai tempi degli scout sento risuonare nella testa la frase “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, perciò ho deciso di fare il possibile per trasformare questo proposito in realtà”.

Dopo aver visto per caso su internet il video di una ragazza abituata a portarsi una tazza in borsa, Alessia ha quindi pensato di chiedere ai clienti di fare lo stesso.

Chi aderirà all’iniziativa potrà usufruire di una tessera nominativa e ricevere un caffè o cappuccino omaggio ogni dieci consumazioni in tazza. A dimostrazione del fatto che essere ecologici è anche conve niente”.

Semplice ma accattivante, la campagna ecologica di Alessia non è passata inosservata, tanto che il post promozionale pubblicato dalla ragazza sulla pagina facebook del bar di famiglia ha raggiunto in pochi giorni oltre 10mila condivisioni, attirando l’attenzione di radio e giornali.

Molti baristi mi hanno contattata per complimentarsi e riferirmi di aver aderito all’iniziativa – sottolinea Alessia – un signore che produce tazzine da asporto riutilizzabili infinite volte ci ha anche proposto una collaborazione e nei giorni scorsi molti dei nostri clienti si sono presentati al bar con la tazza portata da casa. Anzi, qualche avventore più anziano ci ha addirittura chiesto di riempirgli di vino il bicchiere personale – sorride – Non avrei mai pensato che la mia idea potesse riscuotere così tanto successo, ma chissà che non contribuisca una volta per tutte a fare in modo che le persone si rendano conto dell’impatto che producono sul pianeta. La Terra è la casa di tutti, abbiamo il dovere di non distruggerla”.

Federica Allasia

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